Vernissage ha più di quarant'anni. Non li dimostra — li porta, che è diverso. Torna due volte all’anno in forma di supplemento bilingue, italiano e inglese, con la stessa convinzione di sempre e un'urgenza nuova: esplorare le intersezioni tra discipline, linguaggi e immaginari, convinto che le imprese culturali più interessanti nascano esattamente lì, nel punto in cui i confini si fanno porosi.
Con Jacopo Bedussi come editor at large e contributor che lavorano tra critica, immagine e scrittura — orgogliosi di quarant'anni di storia e del pensiero che in tutto questo tempo è stato costruito. È quella polvere che vogliamo far brillare.
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Desideriamo ciò che ci sfugge, ciò che ci cattura in uno sguardo rubato. L'altrove, il proibito, l'incompiuto — ma anche ciò che rassicura, il senso di appartenenza, l'esclusivo. Siamo macchine desideranti. In un tempo in cui ogni bisogno sembra disponibile su richiesta, il desiderio rischia di scomparire, sostituito da una necessità meccanica e prevedibile. Ma senza desiderio, tutto si svuota: l'arte, l'amore, la moda, persino il pensiero. Questo numero esplora il confine tra urgenza e necessità creativa, tra il piacere erotico dell'attesa e il collasso apatico della gratificazione immediata. Un invito a sostare in un'assenza fertile, in un vuoto generativo — quello spazio sospeso in cui il non avere diventa potenza immaginativa. Il possesso non sublima il desiderio: lo annulla.
Perché il desiderio non è mancanza: è possibilità.
Il desiderio, si sa, è storicamente territorio maschile. O almeno così ci hanno sempre raccontato. Altalenante fra puritanesimo e ninfomania, l’ipocrisia culturale intorno al piacere femminile subisce sempre più colpi in un’epoca di rivoluzione digitale e rinnovata consapevolezza
Se per Foucault l’archivio era il sistema che governa ciò che può apparire, oggi questo compito è inglobato dagli algoritmi. Gli archivi allora si reinventano e aprono i loro caveau alla riproduzione digitale per preservare la memoria attraverso il tempo, i generi e i media
Continuiamo ad alimentare il mito della giovinezza, ma le più grandi rotture nascono spesso dalla maturità. Perché la differenza tra un'attesa che logora e una che costruisce mestiere sta nel capire quando è il momento di smettere di aspettare il proprio turno
Un magazine rivolto principalmente alle donne che non deve essere definito dagli stereotipi del mercato editoriale femminile, ma può essere un luogo di cultura, giornalismo, arte e fotografia di altissimo livello
Con l’installazione multimediale «Soft Image, Brittle Grounds», l’artista e regista rivela come la complessità del mondo si scontri con le razionalità riduttive dell’era digitale
In un sistema sempre più vicino alle logiche del lusso, il collezionismo oscilla tra accumulo e costruzione di un archivio culturale, mantenendo però la possibilità di diventare un gesto critico e responsabile
Vernissage è un magazine semestrale da collezione disponibile in lingua italiana o in lingua inglese. Acquistalo o abbonati sullo shop del Giornale dell'Arte oppure rivolgiti al tuo edicolante di fiducia.
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